BOLOGNA – Quando il rincaro passa anche dalle colazioni, e il nuovo anno inizia con i primi ritocchini a caffè e cornetti.

In diversi locali del centro, e non solo, c’è chi ha approfittato dell’arrivo del 2017 per alzare il prezzo della tazzina al banco, che da 1,10 di media è salita ad 1,20.

Una decisione da imputare, secondo gli addetti ai lavori, solo in parte all’aumento del costo delle materie prime: a mordere sono soprattutto le spese gestionali.

Ma di questo se ne parlerà a febbraio quando la Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi di Ascom, convocherà il prossimo consiglio direttivo per suggerire a tutti i suoi 480 soci se aumentare o meno il prezzo di paste e caffè.

Ci sarà quindi una presa di posizione ufficiale, ma ogni esercente sarà libero di agire come meglio crede. E se fino ad un anno e mezzo fa, a ritoccare le colazioni ci avevano pensato solo alcuni locali, ora anche chi proponeva l’espresso a cifra tonda si è sentito in dovere di adeguarsi.

C’è infine chi nel dubbio ha aumentato tutto, compresi i cornetti.

«Abbiamo ricevuto una serie di pressioni da parte dei nostri associati: sono diversi i bar che ci hanno chiesto di pronunciarci su questo tema — spiega Mauro Montaguti, presidente di Fipe e titolare del Bar Cavour dove il caffè è ad 1,10 da diversi anni e non si alzerà —.

In molti hanno già aumentato la tazzina al banco, altri aspettano il nostro parere. Io sono per il blocco dei prezzi: invito tutti a pensarci».

Nel frattempo in via Indipendenza alla Caffetteria Saverio la colazione è aumentata da pochi giorni: qui ora un caffè costa 1,20, e se si aggiunge una pasta si arriva a 2,40; poco più in là anche da Impero, di via Indipendenza e di via Caprarie, il ritocchino non è mancato: il cappuccino è salito ad 1,50 e con la brioche si toccano i 2,70.

Lo stesso prezzo che si paga al Principe, di via Mezzofanti e via Toscana, dove la colazione è cresciuta di dieci centesimi. Mentre al Canton de’ Fiori sperano di essere gli ultimi ad adeguarsi: «In centro stanno alzando tutti il caffè a 1,20, presto saremo costretti a farlo anche noi, ma a malincuore» spiega Filippo Bianconi, il titolare del locale.

Alla Raquette, di via Rizzoli, il cappuccino è passato lo scorso ottobre da 1,30 a 1,50, e ora è il turno del caffè, ancora a 1,10 ma per poco.

Anche da Les Pupitres Bistrot, in via De’ Giudei, si sta pensando di seguire il loro esempio, prevedendo lo stesso balzo di dieci centesimi per la tazzina al banco, oltre che per le paste.

«Il nostro è il primo aumento che non ha stupito i clienti — sottolinea Aldo De Cicco del Bar del Cuore di via Indipendenza che da gennaio fa il caffè ad 1,10 per una colazione da 2,20 —.

Nessuno ha protestato, ormai pagarlo così è la normalità, anche se noi non cambiavamo i prezzi dal 2009».

Sulla loro stessa strada anche il Caffè dei commercianti, di Strada Maggiore, dove dopo cinque anni di prezzi bloccati, l’espresso è arrivato ad 1,10 e il cappuccino ad 1,40.

Così come al Caffè degli artisti, in via Castiglione, dove pasta e caffè sono cresciuti di dieci centesimi (2,20). Lo stesso vale per il Bidibo di piazza Maggiore, dove l’espresso ad un euro non c’è più. «Da anni le nostre miscele base costano 1,10 — spiega Elena Naldi, titolare del Caffè Terzi di via Oberdan —.

Per ora non aumenteremo i prezzi, anche se in città si comincia a notare un generale rialzo dell’espresso». Ma anche lontano dal centro la musica non cambia, al Kaffeina di via degli Orti il titolare è tra gli ultimi della zona che hanno spostato la tazzina al banco ad 1,10.

Resiste La Linea, che da piazza Re Enzo continua a vendere il caffè a 85 centesimi.